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"Felice Anno 2015", una frase con la quale anche lo scorso primo gennaio auguravamo un "Felice 2014"
29/12/2014

Non so perché regge ancora l'abitudine di augurarci Buon Anno solo all'inizio, il primo gennaio, lasciando alla deriva gli altri 364 giorni.

 

Molti usano affidarsi al consueto "destino" e/o all'influenza degli astri e dei segni zodiacali che determinano l'oroscopo che in greco significa "esaminare l'ora", trascurando l'essenziale valutazione della convivenza umana che dovrebbe essere costante. La vita, che dipende dall'uomo, va vissuta con rigore ogni giorno dell'anno e ogni giorno necessita impegnarsi per se e per gli altri, si anche per gli altri se ci riteniamo appartenenti alla razza umana.

 

Secondo me questo "Buon Anno" a Capodanno serve solo ad essere felici un giorno e a nascondere la quantità di sacrifici che molti dovranno affrontare per poter vivere a stenti e nella rabbia mentre altre persone, che non hanno ombra di problemi economici, anzi, che vivono nelle agiatezze prodotte da fattori leciti e il più delle volte da moventi illeciti, minimizzano le problematiche altrui oppure le ignorano del tutto.

 

Ognuno prospetta la sua opinione, ognuno vuole imporre le sue ragioni, ognuno dà in quantità i suoi numeri, ognuno cerca di far prevalere le sue teorie smontando quelle dell'altro, ma qual è la realtà? Io penso che la realtà va cercata tra i ragionamenti dei furbi che coltivano l'egoismo a discapito della gente umile e pacifica e (escludendo chi vuole apparire indigente) facendo bene i conti nelle tasche del medio e basso ceto per verificare il loro stato economico. Qualcuno potrà porsi la domanda: "ma non è finita l'epoca dei Patrizi e dei Plebei": no, quell'epoca non ha mai avuto fine e prevale ancora oggi nonostante viviamo un'era di progresso, anzi, si potrebbe dire, o meglio, è consuetudine che con il lecito progresso avanza anche l'operato illecito.

 

Sembra di vivere nell'oblio, alla ricerca di una pace irraggiungibile, tra conflitti personali e interpersonali, camminiamo al buio e a tastoni e non riusciamo ad individuare cioè che tocchiamo. La cosa migliore da fare sarebbe  accendere le luci del proprio cuore, augurarsi veramente buon auspicio e, mostrando il proprio limpido curriculum vitae a testimonianza della propria idoneità, schierarsi con dignità con un grande esercito di "Guerrieri della pace" e al fine di sopprimere le sofferenze vissute da molti, combattere ogni giorno le ingiustizie e le imposizioni di alcuni oppressori di diverso genere.  

 

                                                                                         giuseppe arbore

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